Edifici, bellezza e cervello: le neurosceienze dell’esperienza architettonica

Anjan Chatterjee, Alex Coburn e Oshin Vartanian
in NODES 13-14 →
Un nascente interesse nell’intersezione tra neuroscienze ed architettura promette di offrire conoscenze biologicamente fondate sulla progettazione degli spazi. Lo scopo di un approccio interdisciplinare di tal tipo all’architettura dovrebbe incentivare la costruzione di spazi che possano contribuire al miglioramento del comportamento, della salute e del benessere delle persone che ne usufruiscono. Pensiamo che le neuroscienze e l’architettura si trovino sul punto di estendere i propri orizzonti ad una neuroscienza dell’architettura. In un programma di ricerca di questo tipo, le esperienze che facciamo dell’architettura sono il target dell’indagine neuroestetica. In questo articolo prendiamo in esame recenti sviluppi nel campo della neuroestetica, per suggerire come la neuroarchitettura potrebbe maturare e diventare una scienza sperimentale. Prendiamo in considerazione la letteratura esistente e offriamo una cornice iniziale attraverso la quale contestualizziamo tale ricerca. Infine, tracciamo le sfide teoriche e tecniche che si stagliano all’orizzonte.