How is something new born? Improvisation as an Exemplary Form of Creativity

Stefano Oliva
in NODES 28 →
2026

https://doi.org/10.57633/NODES-28/2-ENG

In questo articolo mi concentrerò sul problema della possibilità del nuovo e sul contributo dell’estetica dell’improvvisazione alla sua soluzione. Partirò dalla domanda: come è possibile creare qualcosa di nuovo a partire da problemi e competenze “vecchi”? Per cercare di rispondere a questa domanda, mi rivolgerò all’improvvisazione (in particolare nella danza), concepita come una pratica artistica in cui si condensa in modo esemplare la capacità tipicamente umana di plasmare e dare forma, ovvero la capacità di agire e creare in assenza di uno schema progettuale completamente dato. Richiamando la nozione «atmosferologica» di messa in scena, sosterrò che l’interesse antropologico-filosofico dell’improvvisazione risiede nella sua capacità di mettere in scena la creatività come una facoltà che, senza ridursi alla funzione di risolvere problemi relativi a compiti prestabiliti, è in grado di postulare simultaneamente un caso e la sua regola, o meglio ancora, un caso come regola: un esemplare che acquisisce validità normativa nel momento stesso in cui appare nella sua singolarità. Questo risultato ci consentirà inoltre di ripensare la nozione di creatività in un senso più ampio rispetto alla definizione inizialmente fornita.

To cite this article: Oliva, S. (2026). How is something new born? Improvisation as an Exemplary Form of Creativity. Nodes (28):31-39, Numero Cromatico Editore, Rome