L’arte non è speciale: un’offensiva contro chi critica la concretezza del cervello umano

Martin Skov e Marcos Nadal
in NODES 11-12 →
L’ipotesi secondo cui le capacità cognitive dell’essere umano richiedano spiegazioni eccezionali è ancora presente in alcuni campi delle scienze comportamentali e delle neuroscienze. L’estetica scientifica in generale, e la neuroestetica nello specifico, abbondano di affermazioni su processi cognitivi o neurali specifici per l’arte. Questo assunto favorisce una struttura concettuale che si allontana da altri campi e influenza i tipi di processi da studiare. Più genericamente, considerare l’arte “speciale” vuol dire restare ancorati all’idea che alcuni aspetti della mente umana ci rendano unici, speciali e significativi. Questa idea continua ad emarginare l’estetica scientifica all’interno delle altre scienze e ostacola una visione concreta dell’essere umano.